Il disinteresse per i "generi" o le altre classiche modalità della pittura è assoluto in Pierluigi Di Francesco:
non c'è paesaggio, non c'è natura, non c'è astrazione, non c'è sperimentazione segnica o materica o concettuale,
ma solo questo grande, reiterato, persino ossessivo racconto al cui fondo non c'è una cosa da poco: la vita stessa.
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